Raggio di Sole

Ho deciso di cominciare a scrivere il mio Blog proprio stasera, anzi stanotte, perché oggi è accaduto qualcosa di incredibile. Mio figlio Bruno al parco giochi Raggio di Sole, proprio dietro casa nostra, ha deciso di mettersi a camminare. Non solo camminare, lui quasi correva. Non ho avuto il tempo di riprenderlo perché avevo il corpo paralizzato. Ero incredula. Perché lui non solo correva da una parte all’altra del parco ma lo faceva inseguendo un bambino appena conosciuto. Due cose inaspettate. Due azioni che hanno preso a calci tre interminabili anni di paure, supposizioni, incognite. Eccolo lì il mio bambino che fa il bambino. Eccola lì una madre che ha il battito accelerato e una goccia di lacrima incastrata all’angolo degli occhi. Non ho pianto. Io non piango quasi mai, mi è successo che non so più piangere e questo mi dispiace.

E’ che il mio corpo si rifiuta. Si è abituato a rimandare indietro il pianto quando sa che sta arrivando. Non so perché, credo che la risposta stia nell’aver esaurito tutte in una notte le riserve di lacrime che abbiamo. Non solo questo però. Mi sono messa a sorridere durante la traversata dell’inferno perché ho capito che faceva bene ai bambini e anche a me e a Mario. Poi è diventata un’abitudine ripetere nella mia testa le fasi del dolore 1) questa cosa fa malissimo quindi è giusto che tu stia male; 2) cerca di non lasciarti sopraffare perché passerà; 3) sorridi. Così non ho pianto. Ho guardato il miracolo, ho alzato il mento su verso il cielo e ho ringraziato l’universo. Bruno cammina. Questa del cammino e della corsa è stata la trappola da topi che ha rinchiuso il mio e il suo cuore per tre anni.

Perché ad un bambino gli puoi dire che guarirà, glielo puoi ripetere ogni giorno anche quando tu stessa dubiti, gli puoi spiegare che è un eroe che ha affrontato un mostro gigantesco chiamato tumore, gli puoi ricordare che i dolori della chemio sono finiti, che la pelle bruciata dalla Proton poi vedi amore è guarita, ma quando ti guarda e ti dice voglio correre, andare in bici , giocare a palla, adesso mamma, adesso, come gli altri! Allora ti fai piccolo piccolo e senti quello che sente lui, il dolore fin dentro le ossa. Bruno ha sofferto, diciamocelo, è lui che ha sofferto più di tutti. E’ rimasto solo con il suo tumore a guardare gli altri bambini andar via troppo velocemente. I bambini sono bambini e quando giocano devi correre con loro altrimenti stai fermo a guardarli come un affamato senza un soldo con il naso appiccicato al vetro del panificio.

Io gli sono stata vicino, l’ho tenuto per mano, ho cercato in tutti i modi possibili di creare situazioni per tenerlo insieme ai suoi coetanei.Ci sono riuscita insieme ad altre mamme, a mio marito, agli amici agli zii…ma c’era sempre il momento della solitudine, della corsa degli altri, del nascondino, della partita. E lì è stata sofferenza per lui. Sofferenza per noi. Oggi pensavo che per Sofia non ho ma sofferto così. Lei non me la immagino diversa da come è. Sofia non cammina e non parla, punto. Io lo so e lei lo sa. Insieme facciamo altro. Le lotte per lei sono altre. Ma lui, cavoli, lui si è addormentato nel corpo di un bambino che saltava muretti a secco e correva sul monopattino, e si è risvegliato in un nuovo bambino. Oggi però ha preso i tre anni di esercizi e di terapie e di parole e li ha messi tutti nelle gambe ed è andato ad un metro da me, poi due, tre, quattro e poi fin dove ho dovuto gridare il suo nome.

E non ci sono più abituata. Che sensazione ragazzi. Tre anni sono lunghi. Tre anni a ripetere a me stessa di non perdere le speranze. E non le ho perse. Ho l’adrenalina in circolo, così tanta adrenalina che mi è impossibile dormire. Sto sognando. Quindi credo che da oggi scriverò il mio blog regalando speranza. Mi permetterò anche delle reminiscenze perché tutto quello che abbiamo vissuto ci ha portati fin qui e il qui non è poco. Migliorare la vita delle persone con disabilità e dei loro familiari è diventato lo scopo della mia vita.

Notte a tutti e a domani

20 pensieri su “Raggio di Sole

    • Pamela dice:

      Ciao sono la mamma di Marta siamo stati in ospedale insieme ,abbiamo parlato e scambiato le nostre paure.Sono felice che i miracoli accodono dovrebbero accadere sempre perché questì piccoli guerrieri meritano di sorridere e tornare a vivere la vita.Vi abbraccio forte e forza ragazzi?

  1. Alessandra dice:

    Che il Signore ti benedica…se dovessi rappresentare con un’immagine l’amore di una mamma penserei al tuo volto

  2. Laura dice:

    Ciao ragazzi non immaginate le lacrime che mi sono uscite nel leggere queste parole…. Bruno è una forza della natura…. Voi tutti siete una forza… Laura la vostra vicina di negozio ci vedremo presto

  3. Adelina dice:

    Ciao nn so se ti ricordi di noi io si abbiamo vissuto qualche giorno insieme in un reparto che pultroppo conosciamo bene questo che ho appena letto e una notizia che fa battere il cuore anche a me ❤️❤️❤️?

  4. Franco dice:

    Per i miei nipotini, Edoardo e Vittoria, Bruno è il loro cuginetto…li ho osservati quando giocavano con lui a Roma…quando lo aspettavano con quell’ansia che solo i bambini sanno esprimere… Condivido la tua gioia, la tua emozione e vi abbraccio .

  5. Claudia D’Ippolito dice:

    Sono mamma da poco posso solo immaginare cosa abbiate passato…mentre leggevo mi scendevano le lacrime…vi auguro tutto il bene possibile! Forza???

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