Ester

Ieri sera sono uscita con Ester.
Ester è la mia amica del limitar del bosco. Ci rivediamo sempre in estate e cominciamo a scavalcare il muretto che separa le nostre ville per scambiarci un saluto veloce o per portare viveri l’una all’altra.
“Ho finito la nutella ne hai?”
“Hai per caso due uova?”
Cose così.

Il papà di Ester ha l’Alzheimer e lei se ne prende cura da sola. Io ho una bambina con Sindrome di Rett, diciamo che scambiarci più di tre patate e due parole in una giornata è molto difficile. Sua figlia Michela è praticamente sempre da noi a giocare con Bruno e con i miei nipoti ma Ester è un caregiver come me, con pochi spazi liberi anche se siamo tra i pini.

Ieri però in un atto di coraggio ho detto: USCIAMO! Andiamo a mangiare una pizza io Sofia e Bruno con te il nonno e Michela! Ci abbiamo messo tre ore solo per vestire il nonno e Sofia e preparare le borse con tutto
l’occorrente, poi siamo salite sul furgone e abbiamo intrapreso un viaggio verso la pizzeria. È stata una bella serata. Michela e Bruno hanno riso tutto il tempo mentre Ester imboccava il nonno, perso nei suoi pensieri,
e io imboccavo Sofia incantata dalle luminarie che sovrastavano il tavolo.

Abbiamo addirittura passeggiato, lei spingendo il papà che si rifiutava di camminare e io tirando su ripetutamente il capo di Sofia che
ricadeva a sinistra. Non è cosa da tutti riuscire a chiacchierare mentre ti occupi con corpo e mente di un’altra persona. Siamo rientrate a casa contente, non mi sembra poco.

Solo che il papà di Ester senza più memoria di nulla mi ha fatto pensare a me e Mario e al cartone Up ma con il sottofondo della voce di De Gregori che canta Sempre e per Sempre. Mi sono persa anche io sul filo
dei ricordi che si spezza. Tutto questo pensare durante la notte tra il sudore della menopausa e Bruno appiccicato alla schiena mi hanno spinta al pc. E ho scritto. Ho scritto perché l’Alzheimer mi ha spaventato più della sindrome di Rett.

Caro Francesco e cara Monica, cari Giacomo, Mariella e Annamaria, vi scrivo questa lettera per chiedervi scusa. Lo so che non si usa più scrivere lettere ma mi è sembrata la scelta migliore per lasciare una traccia che passi tra le mani.


Prima cosa: nonno vi vuole un gran bene. Lo so che ve lo ripeto continuamente ma vederlo scritto in una fila di segni lo terrà fermo nel tempo. Due giorni fa credo, non ricordo con esattezza, Giacomo è venuto a trovarmi e mi ha chiesto un libro da regalare alla sua fidanzata, un libro che parlasse d’amore. Lui è il più piccolo di tutti voi, ha già tredici anni e somiglia sempre di più a vostro padre. Anche lui infilava le dita tra i miei libri alla ricerca di risposte. Spero che quello consigliato da me sia
servito allo scopo. A me invece è servita la tua domanda. Le paure degli altri ci costringono sempre a fare i conti con le nostre. Grazie di essere passato a trovarmi. Anche se in questo momento siete troppo piccoli per comprendere quello che vi sto scrivendo ho la convinzione che ci sarà un attimo preciso in cui riaprirete la lettera pensando: ecco cosa voleva dire! Ora torniamo alla domanda di Giacomo: cosa è l’amore.

Può essere sicuramente un insieme di mani che sudano, di insonnia, gelosia, adrenalina, la mente impegnata a pensare per ore, la sfilza di abiti sul letto al sabato sera e quella voglia incredibile di baciare e toccare. Anche io sono stato un amante come voi e so che ai giovani fa ribrezzo sentire il proprio nonno parlare di sesso, ma sì, anche io l’ho fatto, non solo con la nonna. E mi è piaciuto moltissimo.


Ma quello non è l’amore. Cioè lo è ma poi non lo è più. E quando non lo è più sei fregato. Per questo parto e non torno, e per questo vi chiedo di perdonarmi. È che sono confuso, credo di non riuscire più a ritrovarmi e so che vi sembro lucido e pieno di risorse, ma è successo che non ho più il mio nome, e nemmeno i miei libri ne hanno, né la vostra presenza.

Non vi offendete, vi amo, ma non ho più le chiavi di me quindi nemmeno le vostre. Le serrature sono tutte lì dove sono sempre state, non ci sono le chiavi però. Così leggo ancora, ma senza chiavi. Studio, ma senza chiavi.

Cammino, esco, faccio la spesa, mangio e guardo la tv, ma senza chiavi. C’è superficialità in me, mi cerco ma non c’è eco tra queste montagne. Perché l’amore vedete, questo cerco di dirvi, ad un certo punto è perdersi nello stesso bosco. Perdere la strada di casa se lei la perde. Perdere la parte migliore di un film se lei la perde. Perdere il sole del pomeriggio al parco se lei lo perde. L’amore è perdere le chiavi dell’odore forte di caffè che viene dalla cucina se lei ha perso le chiavi del caffè.

Ecco, io ho perso le chiavi delle mie mutande, per esempio, perché lei ha perso quelle del cassetto in cui le infilava. Insomma voglio dirvi che non trovo le mutande perché si è persa la sua mano, e senza le mie mutande o il “ti piace questo sugo?”, “Hai sentito sto scemo in tv.”, “Guarda come piove oggi, io non ci sono. Questa cosa che è l’Alzheimer di nonna non è più solo di nonna. Ecco, ho trovato, l’amore è avere l’Alzheimer in due con un solo ammalato.

Allora parto.
La porto a Napoli e poi a Roma come in viaggio di nozze in cinquecento ma questa volta in treno. E lo so, lo so, nulla di ciò che vedremo le resterà nella memoria, ma voglio darle un bacio davanti alla Fontana di Trevi, per non perderla quella fontana lì. Voglio tenermela stretta lì davanti, senza più chiavi, con lei che mi chiama papà, io che faccio finta di esserlo aspettando che lei, sempre lei, lei, lei, lei…lei…lo scrivo cinque volte perché il risuonare di tutta lei è l’amore, dia un nuovo nome alla fontana. La chiamerò mestolo se serve, purché sia nostra.

2 pensieri su “Ester

  1. Ester dice:

    Sentire parlare di me ” dal di fuori” mi fa commuovere, ho rivisto me stessa, ho rivisto noi che armati di coraggio siamo riusciti nrll impresa ardua ( ma per molti semplice) di uscire a fare una passeggiata, ho rivisto te ed io unite, ma divise ….m

  2. Daniela Lelli dice:

    Commovente,emozionante,veritiero,un modo stupendo per rimuovere coscienze assopite. Non tutto è facile ma tutto è possibile, soprattutto amare nonostante le difficoltà ❤️

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